Gustati la vita

il giovedì è la giornata dedicata alla consapevolezza dei pensieri

04/05/2017

“Capire tu non puoi, tu chiamale se vuoi… emozioni…” Lucio Battisti

Secondo Erich Fromm la depressione è l’assenza di ogni tipo di emozione, è un senso di morte che per il depresso è assolutamente insostenibile. E’ proprio l’incapacità a provare emozioni che rende la depressione così pesante da sopportare.

Cresciamo in una società che ci vuol far credere che se una persona è sensibile, allora significa che è debole. Gli uomini di successo indossano cravatte che separano nettamente la testa (unica vera e riconosciuta parte importante del nostro corpo) da quello che c’è sotto, un corpo, un cuore, dei sentimenti, delle emozioni.

Se una donna esprime le proprie emozioni spesso è etichettata come nevrotica.

Così, per soddisfare il bisogno di essere accettati, di far parte di questa società, finiamo per soffocare le nostre emozioni. Smettiamo di ascoltare il nostro corpo, i nostri stati d’animo. Non sappiamo nemmeno più riconoscerli.

Rispondere alla domanda “qual è stato il tuo stato d’animo prevalente oggi?” non è così semplice.

Dietro un’emozione negativa si nasconde un bisogno non ascoltato. Come possiamo essere felici e soddisfatti se non siamo in grado di sapere qual è il nostro bisogno? Cosa mai ci potrà soddisfare se noi per primi non conosciamo qual è la reale necessità?

E i bisogni veri, quelli che se soddisfatti ci regalerebbero la felicità, si nascondono dietro al mondo delle emozioni. Delle nostre emozioni. Ecco perché è così importante ascoltare, portare a galla, vivere le nostre emozioni. In tutta la loro gamma e vastità.

Il pericolo più grande che corriamo è quello di congelare il nostro cuore andando incontro a morte certa, solo per paura di vivere, per paura di sperimentare stati d’animo che mentalmente ci spaventano.

Noi siamo più dei nostri pensieri e delle nostre emozioni. Dovremmo riuscire a ricordarcelo sempre. Maturare la capacità di osservare noi stessi mentre ci stiamo arrovellando la testa di pensieri (spesso poco funzionali e orientati al passato od al futuro e mai al momento presente) e diventare osservatori distaccati di noi stessi in preda alle palpitazioni ed alla sensazione di perdita di controllo mentre stiamo sperimentando un’emozione, potrebbe aiutarci a tranquillizzare l’intero sistema e a comprenderlo sempre meglio.

Il giovedì è la giornata dedicata alla consapevolezza dei pensieri #gustatilavita

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